Storia di Antares

Mi sentivo come la vittima di un mostro che non mi permetteva di distinguere cosa era reale da ciò che non lo era. Avrei voluto maggiore comprensione e sensibilità da chi mi circondava, come io avevo avuto nei loro confronti quando si erano trovati nella mia situazione. Oggi capisco che i miei pensieri erano il frutto di un disagio che mi trascinavo da tanti anni ed esploso in psicosi e schizofrenia.

Oggi mi sento come 30 anni fa, quando a quindici anni avevo tanti amici, feste e un futuro davanti; vissuti con la maturità dei miei quasi cinquant’anni che me li fanno apprezzare ogni giorno di più.

Rispetto al passato, la mia esperienza ad Itaca mi ha cambiato sotto molti profili soprattutto per quanto riguarda la mia ansia che mi costringeva a prendere farmaci anche solo per uscire di casa.

Il mio carattere chiuso e diffidente si è pian piano sciolto grazie alle attività e alle persone che incontro tutti i giorni. Considero ormai il Club Itaca come la mia seconda casa e gli altri soci come familiari; soprattutto perché mi danno ciò che i miei parenti non sono riusciti a darmi in questi anni. Innanzitutto la consapevolezza dei miei nuovi limiti e l’accettazione della nuova situazione personale, attuale e futura.

Parlare apertamente dei miei disagi ai miei familiari.

L’incontro con lo staff e i soci di Itaca che hanno modificato completamente la mia visione della vita e di quello che consideravo il mio futuro.

Antares

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